False credenze sulla frutta

L’evidenza di salute pubblica più consolidata nel corso degli anni, senza controversie e sempre più avvalorata da dati scientifici e osservazioni epidemiologiche è che il consumo di frutta costituisce un importante fattore di protezione nei confronti di sovrappeso e malattie cronico-degenerative, con particolare riguardo per le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e i tumori. La frutta apporta acqua, fibra, vitamine, minerali e sostanze bioattive, componenti, questi ultimi, che possono contribuire positivamente sulla salute.
La frutta ha una bassa densità energetica, ossia forniscono poche calorie per unità di peso e di volume. In tal modo può sostituire altri alimenti più calorici e contribuisce ad un più precoce raggiungimento del senso di sazietà. Questo vale per frutta consumata come tale - e non per succhi, centrifugati, estratti, o spremute - sia per il loro ridotto contenuto di fibra, sia perché la masticazione stessa è uno stimolo alla sazietà. La densità energetica di un alimento è da tempo considerata un fattore in grado di influenzare tanto la sazietà a breve termine (satiation, vale a dire lo stimolo che rende sazi del pasto) che quella a lungo termine (satiety, cioè la durata dell’intervallo tra i pasti). In altre parole, aiuta a mangiare meno.
La frutta rappresenta una buona fonte di fibra alimentare. La fibra alimentare di per sé contribuisce poco alla assunzione calorica (se si esclude la piccola quantità di energia proveniente dagli acidi grassi formatisi nell’intestino ad opera del microbiota), ma è molto importante per la regolazione di diverse funzioni fisiologiche nell'organismo. Essa è costituita per la maggior parte da polisaccaridi, non direttamente utilizzabili dall'organismo umano, ma che costituiscono il nutrimento dei batteri intestinali. Alcuni di questi composti (cellulosa, emicellulosa e lignina) sono insolubili in acqua e agiscono prevalentemente sul funzionamento del tratto gastrointestinale, facilitando il transito del bolo alimentare e l'evacuazione delle feci. Altri composti (pectine, gomme e mucillagini) sono solubili in acqua - nella quale si rigonfiano e formano dei gel aumentando quindi il volume fecale, diminuendone la consistenza- e limitano in piccola parte l'assorbimento di alcuni nutrienti (ad esempio zuccheri e grassi), riducendolo e rallentandolo, contribuendo così al controllo del livello di glucosio e di colesterolo nel sangue. Inoltre, la fibra, essendo nutrimento della popolazione microbica intestinale, agisce come prebiotico, cioè stimola la crescita corretta del microbiota. Alcune persone hanno una sensibilità particolare all’assunzione di fibra, con sintomatologie caratterizzate da pesantezza e gonfiore addominale, flatulenza. Per queste persone si consiglia di scegliere tipologie di frutta e verdura a minore quantitativo di fibra, ma in ogni caso non deve essere una condizione per rinunciare a questi preziosi alimenti.
Gli effetti protettivi della frutta sono ascrivibili soprattutto all’azione congiunta e sinergica di molteplici costituenti, molti dei quali probabilmente ancora da individuare. Per cui rappresentano una componente irrinunciabile della dieta che non può essere vicariata da alcun integratore. Queste azioni protettive e preventive sembrano venir meno nel momento in cui tali composti sono ingeriti singolarmente ed in forma relativamente concentrata. È molto importante ribadire con forza che finora nessuno studio ha dimostrato che la somministrazione dei singoli componenti sotto forma di integratori possa dare quegli effetti benefici che sono associati all’ingestione delle quantità consigliate di frutta.
False credenze sulla frutta:
1. Non è vero che la frutta ai pasti faccia male. Questa credenza deriva probabilmente dal suggerimento
strategico, specie per chi deve perdere peso, di usare la frutta (e a volte anche la verdura) come snack al
posto di qualcosa di più calorico. Mangiare frutta durante o a fine pasto può essere addirittura positivo,
perché la vitamina C in essa presente migliora l’assorbimento del ferro dei vegetali, perché deterge la mu-
cosa della bocca e dei denti, perché può essere un fine pasto gradevole, dolce ma non eccessivamente ca-
lorico.
2. Non è vero che la frutta “gonfia”, perché il rallentamento della digestione che si ha con l’ingestione delle fibre è di scarsissima entità. Solo le persone che hanno problemi specifici di gonfiore intestinale possono trarre vantaggio dall’assunzione di frutta lontano dai pasti.
3. Non è vero che il succo di frutta sostituisca un frutto, perché quand’anche costituiti di frutta al 100%, i
succhi sono particolarmente carenti di fibra ed hanno un potere saziante nettamente inferiore rispetto al-
la frutta intera.
4. Non è vero che mangiare prodotti fuori stagione o provenienti da lontano non abbia un effetto benefico
sulla salute. Molti consumatori sono preoccupati di non trovare in questi alimenti le componenti di vita-
mine e minerali dei prodotti di stagione, che sono comunque la scelta migliore perché sono più buoni e
costano meno.
A cura del Dr. Dario Alescio
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