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Errori posturali della corsa: 5 consigli per migliorare l’efficienza.

Errori posturali della corsa: 5 consigli per migliorare l’efficienza.

Sai che la giusta postura nella corsa riduce il dispendio energetico e la probabilità di infortuni?

La corsa è uno degli sport più popolari al mondo, ma anche uno dei più impegnativi per il corpo. È importante mantenere una buona postura durante la corsa per evitare lesioni e migliorare le prestazioni.

In questo articolo, esploreremo alcuni degli errori posturali comuni durante la corsa e forniremo dei consigli su come evitarli.


La Testa

La posizione corretta della testa richiede che essa sia mantenuta dritta, con lo sguardo puntato davanti a sé. Gli errori comuni sono il guardare troppo in alto, spostando la testa all’indietro, oppure la posizione opposta, ovvero abbassare la testa e lo sguardo verso terra, tipico errore causato della stanchezza. Questa posizione causa un avanzamento in avanti del busto e diminuisce così l’efficacia della spinta. Consiglio: il posizionamento corretto può essere mantenuto seguendo un semplice trucco, cerca di guardare la nuca di chi ti corre avanti, oppure stabilisci un punto dell’orizzonte e prendilo come punto di riferimento.

 

Il Busto

Il busto in ogni fase della corsa deve essere retto, il corpo deve seguire una linea che comprende: testa – spalle – bacino – ginocchio.

Inoltre, il busto deve essere leggermente inclinato in avanti. L’errore comune è di correre mantenendo un posizionamento del busto eccessivamente verticale. Ciò aumenta significativamente il dispendio energetico e influenza negativamente l’efficacia della corsa. Inoltre, il busto eretto causa l’abbassamento del bacino, il che comporta il sovraccarico del ginocchio.

 Il consiglio per correggere l’errore: per mantenere il bacino alto, importante nella fase di spinta, pensa a stimolare la contrazione dei glutei, questo comporta un richiamo neuromuscolare nella zona del bacino che aiuta la giusta postura.


Le Braccia 

Per un movimento corretto delle braccia, esse devono essere raccolte e il gomito deve essere piegato all’incirca a 90 gradi, con una leggera chiusura quando è indietro. Il braccio deve essere sciolto e la spalla rilassata.

Le braccia sono il “timone” del corpo: il movimento delle braccia deve compensare l’azione rotatoria del bacino, è fondamentale per il risparmio energetico in quanto una minor torsione del busto favorisce una corsa più efficace. Il movimento delle braccia è inoltre più facile da controllare rispetto a quello delle gambe ed esercita un’influenza positiva anche sul loro movimento. L’errore comune è quello di dondolare le braccia in modo incontrollato, tenendo i gomiti troppo aperti.

Consiglio: Fai attenzione che il movimento del gomito segua un binario parallelo al moto e all’andatura e non praticare movimenti laterali. Prova ad esercitare una leggerissima chiusura del gomito quando vedi la mano che si avvicina in avanti. 


Le Gambe

Durante la fase di volo, un errore comune è di far riscendere la gamba nel terreno avanti a sé, oltre il proprio baricentro. Questo errore si chiama Overstriding e comporta un arrivo a terra che impatta eccessivamente sul tallone. Una corsa di 10 km per una persona media sono 7 mila passi, pensa che ognuno di questi passi si trasforma in un piccolo impatto frontale a causa di questo errore, che a lungo termine può provocare danni fisici. Il consiglio è di controllare che la gamba riesca a riscendere il più possibile sotto di sé, sotto il centro di massa, ovvero perpendicolare al bacino. È importante non porre il ginocchio non troppo lontano dall’asse dell’anca.

 

La Dispersione laterale

L’obiettivo della corsa è di andare avanti, dunque tutti i movimenti dovrebbero rispettare questo obiettivo se non si vuole creare una dispersione di energia. È molto comune attuare dei movimenti laterali mentre si corre, ma essi comportano un minor rendimento. Il Runner ha un serbatoio di energia che dev’essere ottimizzato al meglio. Un consiglio è di prestare attenzione a questi movimenti laterali, anche se dipendono da posizionamenti di piccole parti del corpo come il gomito, il tallone o la flessione del busto.


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